Nel quadro di un’importante azione di contrasto, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha annunciato che Harman International Industries, Inc. (Harman)—la società madre di marchi iconici nel settore dell'audio di consumo JBL e Harman Kardon—ha accettato di pagare $11,809,628 per risolvere le accuse secondo cui avrebbe violato il Legge sulle dichiarazioni false eludendo i dazi antidumping (AD) e compensativi (CVD) sui profilati di alluminio cinesi.

Questo caso ha inoltre portato a un sostanzioso compenso economico per l’informatore che ha portato alla luce la condotta illecita. Ai sensi delle disposizioni “qui tam” del False Claims Act, l’informatore, Jesrel Mitre, riceverà $2,302,877.46 per il ruolo che ha svolto nel denunciare le violazioni.

Contesto del caso

Gli importatori che immettono merci negli Stati Uniti devono dichiarare con precisione la classificazione, l’origine e i dazi applicabili per tutti i prodotti. I dazi AD/CVD — stabiliti dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti e riscossi dall’Agenzia delle Dogane e della Protezione delle Frontiere degli Stati Uniti (CBP) — vengono imposti per proteggere le industrie nazionali da pratiche commerciali sleali.

L'indagine ha rivelato quanto segue:

  • I prodotti in questione erano dissipatori di calore in alluminio, comunemente utilizzato nell'elettronica di consumo e soggetto a elevati tassi di impiego AD/CVD sugli estrusi di alluminio cinesi.

  • Da Dal 1° giugno 2011 al 31 marzo 2023, Harman ha importato questi dissipatori di calore negli Stati Uniti senza, a quanto pare, versare i dazi AD/CVD previsti.

  • Quando in seguito il governo ha richiesto il pagamento, la società è stata accusata di nascondere consapevolmente i propri obblighi e non aver effettuato le dichiarazioni dovute.

  • L'accordo è stato il risultato di uno sforzo coordinato tra il DOJ, CBP, e il Ministero del Commercio.

Il ricorso è stato presentato ai sensi di Stati Uniti, per conto di Jesrel Mitre, contro Harman International Industries, Inc., causa n. 2:20-cv-12487 e curata dal sostituto procuratore federale Anthony Gentner del Distretto Orientale del Michigan.

spedizioni dalla Cina all'Australia

Premio per gli informatori ai sensi del False Claims Act

Il False Claims Act consente ai privati di intentare azioni legali per conto del governo degli Stati Uniti qualora individuino casi di frode o di inadempienza ai propri doveri. Se il governo recupera il denaro, l’informatore ha diritto a una percentuale dell’importo ottenuto.

Nel caso Harman, l’informatore ha ottenuto:

$: 2,3 milioni in premi

Si tratta di uno dei risarcimenti più consistenti degli ultimi anni concessi a informatori nell’ambito dell’applicazione delle norme AD/CVD e mette in evidenza il crescente ricorso alle azioni “qui tam” nei casi di frode doganale e commerciale.

Cosa comporta questo caso per gli importatori e la catena di approvvigionamento globale

1. Maggiori pressioni in materia di conformità per gli importatori

L'indagine Harman dimostra che:

  • La CBP e il Dipartimento di Giustizia stanno intensificando i controlli sul rispetto delle misure antidumping e compensative.

  • La mancata dichiarazione accurata dei dazi doganali può comportare ingenti sanzioni pecuniarie superando di gran lunga i dazi evitati.

  • Anche le multinazionali più note non fanno eccezione a tale applicazione.

Questo caso lancia un messaggio chiaro: Non saranno tollerati casi di errata classificazione, sottovalutazione o occultamento degli obblighi doganali.

2. Maggiori aspettative in materia di trasparenza della catena di approvvigionamento

Gli importatori devono garantire la totale trasparenza e tracciabilità delle proprie catene di approvvigionamento. Ciò comprende:

  • Dichiarazioni accurate relative all'origine

  • Descrizioni corrette dei materiali

  • Corretta classificazione HTS

  • Documentazione verificata del fornitore

Qualsiasi informazione errata o fuorviante fornita da un fornitore può esporre l'importatore a sanzioni severe.

3. I rischi di conformità interessano l'intera catena di approvvigionamento

I rischi legati all’attività non si limitano allo spedizioniere doganale o al team addetto agli acquisti. Essi riguardano:

  • Approvvigionamento

  • Gestione della catena di approvvigionamento

  • Finanza

  • Logistica

  • Aspetti legali e di conformità

  • Gruppi addetti alle dichiarazioni doganali

Le aziende devono creare quadri di conformità interdipartimentali per evitare errori, frodi o sviste.

 

Punti chiave per esportatori, importatori e spedizionieri

È fondamentale garantire un'accurata classificazione HTS e una corretta dichiarazione dell'origine
I prodotti che contengono alluminio, acciaio, sostanze chimiche e legno/mobili continuano a presentare un rischio elevato in termini di applicazione delle norme AD/CVD.

Effettuare regolarmente audit dei fornitori e controlli di conformità
Assicurarsi che i fornitori forniscano dati sui prodotti trasparenti e verificabili.

Collaborare strettamente con agenti doganali autorizzati o spedizionieri esperti
Un supporto professionale può contribuire a ridurre il rischio di errata classificazione e garantire una corretta dichiarazione doganale.

Attuare corsi di formazione interni sulla conformità
Un'errata interpretazione delle norme in materia di AD/CVD può portare a violazioni involontarie con gravi conseguenze.

Conclusione

L'accordo Harman costituisce un chiaro promemoria dell'impegno del governo statunitense nella lotta alle frodi commerciali e nell'applicazione delle normative in materia di dazi antidumping e compensativi. Poiché le catene di approvvigionamento globali diventano sempre più complesse, gli importatori devono dare priorità alla conformità, alla trasparenza e all'accuratezza delle segnalazioni per evitare sanzioni onerose.

Per le aziende che operano nel commercio transfrontaliero — sia che esportatori, importatori o operatori logistici—Il rigoroso rispetto delle normative doganali non è più facoltativo. Si tratta di una componente fondamentale della gestione del rischio e della stabilità aziendale a lungo termine.

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